Beta
Sensibilità del titolo al mercato di riferimento.
Il beta è una misura della sensibilità del prezzo di un'azione rispetto ai movimenti del mercato di riferimento — tipicamente l'S&P 500 per i titoli USA. Un beta di 1 significa che il titolo si muove in linea con l'indice: se l'S&P sale del 2%, il titolo sale (in media) del 2%. Un beta di 2 significa che amplifica i movimenti del 200%; un beta di 0,5 li smorza al 50%.
Il beta è calcolato come la pendenza della retta di regressione tra i rendimenti giornalieri del titolo e quelli dell'indice su un periodo di solito 3-5 anni. Non è fisso: cambia nel tempo man mano che il business o la struttura del mercato cambia. Un'azienda che diventa più difensiva nel tempo vedrà il suo beta scendere; una startup quotata in borsa tende ad avere un beta molto più alto del suo valore a lungo termine.
Esempio
Tesla (TSLA) al 17 maggio 2026 ha un beta storico di circa 2,0. Questo significa che nei periodi in cui l'S&P 500 scende del 10%, Tesla in media scende del 20%. Nei rally, sale di più. Non è una certezza — è una media storica. In singole sessioni Tesla può muoversi in direzione opposta al mercato.
Per confronto, Coca-Cola (KO) ha un beta di circa 0,6 e Visa (V) circa 0,9. Un portafoglio con 50% Tesla e 50% Coca-Cola avrebbe un beta ponderato di 0,5×2,0 + 0,5×0,6 = 1,3. Più vicino al mercato che a Tesla, ma ancora più volatile dell'S&P puro.
Quando si usa
Il beta serve principalmente a gestire il rischio di portafoglio. Primo, stimare la volatilità attesa relativa al mercato: un portafoglio con beta 1,5 in media amplifica i drawdown del mercato del 50%. Secondo, la costruzione di portafoglio risk-parity: bilanciare titoli ad alto beta (tech growth) con titoli a basso beta (utility, consumer staples) riduce l'esposizione ai cicli di mercato. Terzo, calcolare il costo del capitale nel modello CAPM — ma questo è principalmente uso accademico/analitico.
Limiti
Il beta è backward-looking: misura la sensibilità storica, non quella futura. Un beta alto di un titolo in un settore che cambia struttura (es. una banca dopo la crisi del 2008) può sovrastimare il rischio attuale. Il beta non cattura il rischio idiosincratico (il rischio specifico dell'azienda: frode contabile, fallimento, perdita di un cliente chiave) — solo la co-movement con il mercato. Un titolo con beta basso può comunque crollare del 70% per ragioni interne.
Domande frequenti
Beta negativo è possibile?
Sì, raramente. Oro e alcuni asset rifugio tendono a salire quando il mercato scende, con beta tendenzialmente negativo. Tra le azioni ordinarie è raro: il caso più citato è alcune strategie long-short. Nella pratica per un portafoglio retail il beta negativo è quasi assente.
Un beta alto significa sempre maggior rischio?
Nel senso di volatilità, sì. Nel senso di perdita permanente del capitale, no. Un'azienda eccellente con beta 2,0 può scendere del 30% in un bear market e poi recuperare tutto e oltre. Una società con beta 0,5 ma fondamentali in deterioramento può perdere il 70% senza recuperare. Beta misura volatilità relativa al mercato, non la qualità del business.
Ogni quanto si aggiorna il beta?
Di solito è calcolato su 36-60 mesi di dati giornalieri o settimanali. Lucex usa il beta a 5 anni ove disponibile, o il beta a 2 anni per titoli di quotazione recente. Un evento strutturale — spin-off, fusione, cambio di business model — può rendere il beta storico poco rappresentativo del comportamento futuro.
Termini correlati
Definizione educativa. Non costituisce consulenza finanziaria.