ROE
Redditività del capitale proprio.
Il ROE (return on equity, o rendimento sul capitale proprio) misura quanto utile netto una società genera per ogni euro di patrimonio netto. È uno dei rapporti più importanti per giudicare la qualità di un business: indica con che efficienza il management trasforma il capitale degli azionisti in profitto.
Un ROE del 20% significa che, per ogni $100 di equity della società, vengono generati $20 di utile all'anno. Sostenuto nel tempo, è un segnale di vantaggio competitivo: l'azienda riesce a far rendere il capitale meglio del costo del capitale stesso. Warren Buffett ha costruito gran parte della sua filosofia su questo numero.
Esempio
Visa (V) nel fiscal year 2025 ha generato un utile netto di circa $20 miliardi su un patrimonio netto medio di $40 miliardi. ROE = (20 ÷ 40) × 100 = 50%.
Cinquanta per cento è un ROE eccezionalmente alto. Per metterlo in prospettiva: il ROE mediano dell'S&P 500 è intorno al 15-17%; banche tradizionali stanno tra il 10 e il 15%; aziende manifatturiere tra l'8 e il 12%. Un ROE del 50% sostenibile riflette il business model di Visa: rete a costi marginali bassissimi, regolamentazione che limita l'ingresso di competitor, generazione di cassa enorme rispetto al capitale immobilizzato.
Quando si usa
Il ROE è particolarmente utile per identificare 'compounder di qualità': aziende che possono reinvestire i propri utili a tassi di rendimento elevati, e quindi crescere in modo composto nel tempo. Il celebre 'moat investing' si appoggia molto su questo indicatore. È anche uno dei filtri standard negli screener: 'azioni con ROE superiore al 15% per 5 anni consecutivi' è un'interrogazione comune. Per confrontare aziende dello stesso settore (es. due banche, due assicurazioni) il ROE è uno dei tre numeri da guardare insieme a margini operativi e debt-to-equity.
Limiti
Il ROE può essere 'gonfiato' dal leverage. Se una società prende a prestito molto debito per finanziarsi (riducendo l'equity), il denominatore della formula si abbassa e il ROE meccanicamente sale — ma la società è più rischiosa, non più redditizia. Per questo si guarda sempre il ROE in coppia col debt-to-equity, oppure si usa il ROIC (return on invested capital), che include anche il debito al denominatore. Il ROE inoltre dipende dall'utile contabile, che può essere distorto da voci una tantum.
Domande frequenti
Qual è un buon ROE?
Indicativamente, un ROE sopra il 15% per più anni consecutivi è considerato buono. Sopra il 25%, eccellente. Ma va sempre rapportato al settore e va verificato il leverage: un ROE del 30% generato con un debt-to-equity di 3:1 è meno solido di un ROE del 20% con bilancio pulito.
Differenza tra ROE e ROI?
Il ROE misura il rendimento dell'equity (capitale proprio). Il ROI (return on investment) è un termine più generico che misura il rendimento di un singolo investimento, può essere usato per progetti, asset, o operazioni specifiche. Per analisi di società quotate il ROE è più standard.
Cosa significa un ROE negativo?
Significa che la società ha registrato una perdita nell'esercizio. In quel caso il ROE non è informativo per giudicare la qualità del business — meglio guardare i trend di fatturato e free cash flow.
Termini correlati
Definizione educativa. Non costituisce consulenza finanziaria.